
Arrivando in toscana si comincia con la h al posto della c, si prosegue per Scarperia e al Mugello si respirano il calore e il clima dell'Italia dei motori, si incontrano i tanti tifosi che vengono da ogni dove ma soprattutto si è attorniati da tantissimo giallo e molto rosso. Da una parte Vale e dall'altra Panigale.
Il circuito toscano è l'unico (in europa) dove ci si può accampare all'interno e passare un intero week-end a pane e motori facendo rifornimento di vari tipi di carburante (vino, birra ecc.). La pista è un saliscendi tra le colline, bella da fotografare. Io cerco di mettere in risalto l'ambiente circostante e i colori dei cordoli della pista (biancogialloarancio).
Questo è quello che normalmente dal Gran Premio d'Italia mi aspetto. Invece da sabato mattina per è stato un altro Mugello.
Rossi ha perso il posteriore della sua M1 e ha fatto un high side, che si è concluso con una brutta caduta e purtroppo per lui una brutta frattura. Ma questa è la sua storia. Quella del sottoscritto e immagino di almeno altri 6/7 fotografi che erano sulla scena del crash è stata differente. Cercherò di raccontarla, nella speranza di spiegare le emozioni del momento. Stavo scattando una foto abbastanza creativa, cercando di mettere il risalto con la combinazione cromia pilota moto e l'effetto "esse dei cordoli" della pista. Ho Pedrosa a fuoco nel mirino, quando con l'occhio colgo in alto a destra del mirino Rossi in scivolata. Sposto l'inquadratura del 500 al volo e per fortuna riesco ad inquadrare Rossi, proprio mentre cade a terra sbattendo duramente con il corpo e la gamba destra sull'asfalto.
Beh, penso, dai questa volta mi è andata bene: una foto di Rossi, che cade non succede spesso e anche se ci saranno stati almeno altri 6/7 fotografi io spero di avere colto qualche momento importante. Poi mi dico: ora si rialza e faccio ancora qualche scatto mentre i commissari lo riaccompagnano ai box. Invece no, vedo Rossi che tentenna e cerca di appoggiare il piede destro e non riesce a fare peso sulla punta. Ahi, ahi, mi sa che si è fatto male. A quel punto la relativa euforia di aver preso la caduta di un pilota è finita. Si, se qualcuno ti cade davanti, infatti puoi esser contento di averlo preso, ma ti auguri sempre che non gli accada nulla di grave e questo nella tua testa avviene nello stesso tempo, in cui sei con il dito appoggiato sul tasto di scatto, consapevole che comunque devi mantenerlo premuto. Ho infatti continuato a scattare ma contrariamente a quello che avrebbero fatto molti altri fotografi non ho riguardato nessuna foto fino al momento in cui non le ho scaricate sul mac. Meno male, vedere in anteprima quello che ancora non si sapeva e cioè che quella che era data come una "sospetta frattura", visto l'aspetto innaturale della posizione del piede, "sospetta" non lo era per nulla ma certa e quell'immagine nella testa non mi ha lasciato dormire sonni tranquilli...